Comune di San Sperate - Comunicazione - 84/2021

Sa Die de sa Sardigna   Il 28 aprile in Sardegna si festeggia una ricorrenza speciale: Sa Die de sa Sardigna, ovvero la Giornata della Sardegna.

Oggetto: Sa Die de sa Sardigna   Il 28 aprile in Sardegna si festeggia una ricorrenza speciale: Sa Die de sa Sardigna, ovvero la Giornata della Sardegna.

Anno
2021
Settore
Istituzionale
Tipo
Comunicazione
Numero
84
Data Inizio Pubblicazione
28/04/2021
Data di scadenza
Validato e pubblicato da
Enrico Collu

Sa Die de sa Sardigna  

Il 28 aprile in Sardegna si festeggia una ricorrenza speciale: Sa Die de sa Sardigna, ovvero la Giornata della Sardegna.

Sa Die è la festa di tutti i Sardinata con lo scopo di far conoscere e comprendere la nostra storia. I politici e gli intellettuali sardi hanno scelto questa data perché il 28 aprile del 1794 anche in Sardegna, così come accadeva in altre città d’Europa e del mondo, cominciava una vera e propria rivoluzione.

Il 28 aprile del 1794 Cagliari si ribellò nei confronti di chi allora deteneva il potere: il viceré e i funzionari piemontesi.

La Sardegna dal 1720, dopo un lungo periodo storico che la vide parte del Regno di Spagna, fu ceduta ai Savoia che divennero Re di Sardegna. I Savoia trattarono l’isola come una “colonia”, incuranti della povertà delle sue genti e dei diritti autonomistici del Regno. I Sardi, stanchi di questa situazione chiesero  di lasciare agli abitanti dell’isola gli incarichi più importanti e strategici, accusando i piemontesi di non riuscire a comprendere e di non voler risolvere i problemi economici, politici e sociali che affiligevano la Sardegna.

Fu dopo aver respinto la flotta francese nel 1793 a Cagliari che i Sardi iniziarono ad avanzare il diritto alle cariche politiche e militari più importanti. Il Re non accettò, provocando una ribellione in alcuni intellettuali sardi che, a seguito dell'arresto dei rappresentati del partito dei patrioti: Vicenzo Cabras ed Efisio Pintor, si estese al popolo.

Così il 28 aprile del 1794 il viceré e  tutti i piemontesi furono cacciati dal quartiere di Castello dove risiedevano, portati al porto e imbarcati di forza su una nave. 

Alla rivolta  parteciparono tutti i sardi, dai nobili ai contadini senza distinzione di classe sociale e di ceto. La Sardegna si riscopriva nuovamente “nazione”.

A seguito di questi fatti ogni 28 aprile, a ricordo di tutti coloro che hanno lottato per rendere la Sardegna una terra libera, viene celebrata "sa Die de sa Sardigna".

Mi piace, concludendo, riportare un passo della lettera che, il Presidente dell'ANCI Sardegna Emiliano Deiana, ha indirizzato a tutti i Sindaci della Sardegna, frase che sento come fosse mia

"Il 28 aprile 1794 si apre, con la cacciata dei piemontesi, l’esperienza di una rivoluzione sarda.

Cosa ci resta, oggi, di quell'esperienza storica così peculiare?

Ci resta l'ardimento e il sogno di una Sardegna libera, aperta al mondo, bastevole a se stessa, ma proprio per questo capace di dialogare - da pari - con gli altri Stati, le altre nazioni d'Europa e del mondo"

Il Sindaco

Enrico Collu

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